Apprendimento in famiglia, crescere insieme

Child-Led Learning

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lunedì 26 agosto 2013

9 mesi e mezzo di Immensità

Il Piccolo Hatha...

...trovare le parole è difficile!


E' l'immensità resa infinita dall'età.


9 mesi e mezzo.


In questo ultimo mese sembra ancor più sbocciato.

Si nota chiaramente il suo senso dell'umorismo,

l'interazione, inoltre, ha coinvolto altri canali, 

compresi quello dello scherzo e delle coccole mirate.


Lo spirito di emulazione ha varcato ulteriori orizzonti

travolgendo anche quello degli utensili domestici.

Il fascino della scopa,

del mocio



e un neonato "automatismo" (?) a prendere

e gettare canovacci sul bagnato.



Poi, c'è questa novità


la manina è in quella posa non per caso

(brava me per aver carpito il momento?)

mi ci è voluto un po' 

prima di capire che le sue dinamiche di comunicazione 

hanno assorbito 

e stanno sfruttando anche il linguaggio dei segni.

Nello specifico, quello di cui sopra,

è il segno (fatto a suo modo)

per dire "Basta, (ho) finito".


E ancora,

l'E.C.

Se con BGM (ossia il primo figlio)

il percorso di e.c. è seguitato con qualche incertezza

e poco (nessun) supporto da parte del contorno familiare,

questo attuale percorso non solo lo vivo io in modo del tutto naturale

(nel senso che proprio mi sembra senza senso usare pannolini,

soffro nei casi in cui ci troviamo "costretti" ad appoggiarsi ad essi),

ma è persino accolto tutt'attorno.

Il papà si è scoperto coinvolto in modo spontaneo.

Oggi ha anche assaporato la potenza

del legame e del linguaggio meta-verbale anche in questa veste.

Per dirla in sue parole :

"La nostra prima pipì! 
E' come se me l'avesse detto,
io l'ho capito!"


Ci sarebbero ancora moltissimi altri pensieri e ricordi da annotare.

Le sue sguazzate nell'acqua,

a quattro zampe, incurante, anzi, divertito dall'impetuosità delle onde.

I primi autonomi passetti incerti,

prodromici al traguardo.

Le coccole con BGM,

i libri e le attività tra di loro condivise (o strappate di mano)...




Ma va bene semplicemente così.




giovedì 15 novembre 2012

Igiene naturale : il "nuovo" percorso

L'esistenza del piccolo Hatha mi ha sin da subito contornata di energia tramite e grazie il reciproco dialogo aperto.

La nostra maternità ha tramutato in realtà quel continuum di cui avevo una conoscenza per lo più teorica (mi riferisco al continuum "senza interruzioni" che con BGM ho vissuto e compreso solo dopo la preziosa metamorfosi che la sua esistenza mi ha donato).

Avendo vissuto queste prime due settimane a continuo contatto (pelle a pelle ogni qual volta possibile),
pensare all'E.C. è stata più un'evoluzione naturale che una scelta.

Proprio perché si tratta di un'estensione spontanea, non posso dire di aver abbandonato completamente i pannolini (lavabili), né che la comunicazione ha "riguardo" preciso numero di pipì né fornire chissà quale altro dato,

ma posso dire di amare questa estensione di dialogo,

di amare quell'intesa che, nell'assenza di parole, ci rende uniti e complici.


giovedì 16 settembre 2010

E.C. Igiene Naturale

Cosa sto farfugliando?
Mi piacerebbe soffermarmi su un argomento a me molto caro : l'igiene naturale

Di cosa si tratta?

Si tratta della vita senza pannolino! Attenzione, non parlo di spannolinamento ma proprio di vita senza
pannolino!

Possibile?

Certamente ma con alcune precisazioni.

L'igiene naturale non nasce per forzare i tempi - spesso mi sento obiettare che non è possibile perchè i neonati non sono predisposti neurologicamente al controllo degli sfinteri - lungi da me confutare fior fiore di teorie o, peggio ancora, dare luogo ad esperimenti su mio figlio!

Sarcasmo a parte, l'e.c. è prima di tutto COMUNICAZIONE tra mamma e bambino, una strada che ogni mamma (se ne ha la possibilità) dovrebbe tentare con il proprio bambino e non esclusivamente per le conseguenze legate al non uso di pannolini ma per rendere ancora più completa l'esperienza sintonica ed ancestrale legata all' istinto materno

....eh si parlo proprio di quello scossone alle viscere che si innesta quando accorriamo immediatamente con fare amorevole verso il cucciolo piangente- nonostante tutto il mondo dica "non prenderlo, così si vizia" - o quando viviamo a pelle ogni situazione del maternage : l'allattamento, il portare il bambino, il rispetto dei suoi tempi, etc.

Molti rimangono perplessi quando parlo di "comunicazione" : come può un neonato comunicare lo stimolo?
Tenetevi pronti ad un terremoto mentale : i bambini comunicano tutto, ascoltiamoli!
E' necessaria a questo punto una digressione : ci sono sostanzialmente due classi generali di comunicazione, quella verbale e quella paraverbale, entrambe divisibili in altre sottospecie.
Noi sfruttiamo entrambe ma partiamo dall'errata convinzione che la più importante/pertinente/determinante sia quella verbale.

Nell'igiene naturale, entrano entrambe le componenti : quella verbale si esterna tramite i "versetti" del bambino (il piccolo koala emetteva un suono gutturale quando avvertiva lo stimolo della pipì) e, con il progredire del linguaggio strutturato, tramite le parole; quella paraverbale, invece, si fonda sul "non-detto", sulla sensazione trasmessa e recepita. Il rapporto tra madre e bambino va a coinvolgere un punto ancora più profondo, richiama un dialogo ancora più intimo e radicato (io l'ho definito, probabilmente in modo improprio, linguaggio metaverbale cioè che va oltre il verbale).

Ho a lungo faticato per trovare la giusta spiegazione poi, un giorno mi sono imbattuta nel video del seminario di Bruce Lipton sulla fisica quantistica (guardatelo se vi capita, non importa se condividiate o meno il discorso in toto ma è un'opportunità per mettersi in discussione e crescere) e, grazie ad esso, ho acquisito le adeguate nozioni.

Si parla di vibrazioni, quelle stesse che permettono alla preda di comprendere in lontananza l'intento del suo predatore senza doversi avvicinare in attesa di una vera e proprio reazione.

Ora immagino i vostri occhi sgranati e qualche grattatina sulla testa: "che cosa sta dicendo? dove vuole andare a parare?"

Vi è mai capitato di percepire che vostro figlio avesse sete, fame, sonno, dolore, etc. prima ancora che ne manifestasse esplicitamente (per esigenza) questi status?
Immagino di si e che le occasioni non si limitino a queste fattispecie.

Ecco qua, stiamo parlando dell'istinto-madre, delle vibrazioni, di un dialogo continuo che non ha bisogno di parole.

Tutto ciò è parte dell'igiene naturale ma non solo!

L'articolazione del discorso probabilmente darà un'immagine fuorviante sulla effettiva e concreta agevolezza dell'esperienza. In realtà è meno complicato di quanto possa sembrare.

Se siete convinte, iniziate con serenità, date fiducia ai vostri bambini (come si dovrebbe sempre fare) e a voi stesse; capiterà di perdere delle pipì ma non lasciatevi travolgere dallo sconforto o dalla fustrazione, o meglio se così dovesse accadere, prendetivi un momento di pausa per riflettere su quale soluzione vi arrechi maggiore serenità [a titolo informativo la pipì è sterile quindi tecnicamente non sporca, bagna]

Il resto? Il resto vien da sé.. ogni bimbo e ogni mamma sono una storia a sé, non c'è un modo più corretto o errato rispetto ad altri, c'è solo la volontà di una mamma di entrare ulteriormente in comunicazione con il proprio bimbo e se mai questa strada non dovesse risultarvi congeniale, non c'è fallimento, c'è solo la soddifazione di una mamma attenta e consapevole.

Ora parliamo in termini spiccioli :

-Si parla di e.c. sino intorno al 6o mese di vita del bambino; non è un'età limite, semplicemente si è constatato come, con l'andare del tempo, il bambino abbandoni l'interesse allo stimolo; ciò avviene soprattutto con gli usa e getta per via del loro effetto assorbente, cosa che non accade (o in misura minore) con i lavabili.

- l'e.c. si concretizza in diverse varianti distinguibili formalmente in : ec integrale e ec parziale, quest'ultima si caratterizza per l'appoggio sui pannolini (meglio se lavabili) in determinate circostanze o parti del giorno (mentre si è in giro, alla notte, etc.)

- oltre ad un grande contributo ai fini "risparmio", l'igiene naturale aiuta l'ambiente riducendo l'ammontare di pannolini da smaltire

Venendo alla nostra esperienza : la prima pipì del piccolo koala è andata dritta dritta nel lavandino (che fosse un segno premonitore?), il percorso è ufficialmente incominciato a 4 mesi e mezzo ed è passata (mooolto) gradualmente da un'ec parziale ad una integrale (a partire dall'estate)

Il discorso non si esaurirebbe qua ma lascio il resto per la prossima puntata-ispirazione

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