Non scrivo da una decina di giorni, avevo bisogno di rinnovarmi un po'.
Ora mi trovo in una situazione scomoda : ho talmente tante idee che mi frullano per la testa da non riuscire a portare avanti un discorso logico e compiuto.
Tento di ragionare per gradi.
Il piccolo koala ha compiuto 17 mesi. La sua personalità si sta delineando in maniera sempre più energica.
E' un inno all' "Aiutami a far da solo"
Io sto continuando ad interrogarmi sul futuro in un ritmo hegeliano che crea un turbinio tra scoperte, ammonimenti e una nuova sintesi.
Da mesi e mesi mi sto informando e documentando sulla homeschooling.
Mi è capitato di confrontarmi con altre mamme sul discorso scolastico:
alcune ritengono che la scuola sia il primo impatto con il mondo delle responsabilità e, in quanto tale, i bambini devono sin da subito prendere in mano la situazione autonomamente senza aiuti ("io lavoro, tu vai a scuola, ognuno ha le proprie responsabilità");
agli antipodi ho trovato mamme completamente terrorizzate dalla scuola (hanno citato casi di bullismo, violenza, insomma una strada verso l'inettitudine e il conformismo).
Ovviamente la realtà (quella che statisticamente accomuna i più) si trova a metà, nella miriade di casi che si stagliano fra questi due estremi.
La mia posizione differisce un pochetto da quelle con cui ho avuto modo di confrontarmi :
non ho ancora ben elaborato il mio percorso da alunna (sono passati relativamente pochi anni) e soprattutto non avendo altri parametri di paragone, la capacità di discernimento diventa ancora più ardua.
Tuttavia, reputo che la scuola non sia solo scuola. Spiego meglio : il percorso scolastico non deve/dovrebbe porsi come il punto di inizio di un qualcosa di nuovo (spesso con connotazioni barbose), semmai dovrebbe porsi come un'occasione sociale di continuare l'entusiasmante cammino di conoscenza.
La scuola, il lavoro, implicano certamente delle responsabilità ma dovrebbero anche essere fonte di soddisfazione e di crescita.
Non intendo delegare in toto un aspetto così importante e determinante del BimboGranMeraviglia
Come mamma, lo ammetto, cambio spesso idea;
rincorro, abbraccio, abbandono come un'infedele amante, varie scelte scolastiche con l'unico obiettivo di informarmi per operare la scelta migliore al momento opportuno.
Ci si dovrebbe soffermare più spesso sull'onere che incombe: la scelta della scuola ma più in generale del modo di educare e crescere le nuove generazioni compete a noi genitori.
I figli non si allevano, si guidano amorevolmente, si ascoltano.
Come ho scritto in precedenza, dopo essermi martoriata con questi pensieri (non dico quotidianamente ma poco ci manca), mi ricordo che il futuro si costruisce passo a passo. Oggi è un piccolo passo.
Con questo spirito, ascolto, guardo
e sorrido affascinata quando leggo le esperienze Wardolf di Kosenrufu Mama e di Noituttinsieme
le esperienze di homeschooling del piccolo grande Olmo , della Superbimba e del dolce Topastro di mamma Claudia
Sorrido ed imparo
Apprendimento in famiglia, crescere insieme
Child-Led Learning
La nostra esperienza quotidiana
lunedì 18 ottobre 2010
Ritorno al Sé
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mercoledì 6 ottobre 2010
Rendere vive le culture
Noi genitori possiamo fornire ai nostri figli uno strumento che spesso non ci è stato adeguatamente fornito : apprezzare le altre culture.
Permettere loro di conoscere diversi luoghi del mondo e volare al passo della loro meraviglia e interesse -propria di un'età in cui non si sono ancora scontrati con i tipici atteggiamente xenofobi - è il primo passo.
Si dice "tutto il mondo è paese" e chi ha possibilità di viaggiare se ne rende ben conto.
Le differenze ci sono ma sono unicamente il risultato dei diversi strumenti culturali utilizzati per soddisfare le medesime esigenze, ossia quelle umane.
I bambini hanno un vantaggio maggiore, sono in divenire e non fossilizzati in pre-concetti come la mente adulta.
Anziché avere timore o classificare in negativo, possono, sanno, comprendere e apprezzare.
Poco fa ho fatto cenno a chi viaggia molto ma, ecco, non tutti hanno questa possibilità.
Nessun problema. Non è una necessità.
Ogni genitore si rende conto di come il bambino assimili l'ambiente, questo è il primo elemento da tenere in considerazione.
Ci sono molti modi per vivere e "giocare" con,su e tramite le culture.
Io ne proporrò due : uno di impostazione montessoriana (tratto da "I bambini hanno bisogno di fiducia" di Tim Seldin) e l'altro di impostazione koaliana (?), insomma, ciò che facciano noi per ora a 16 mesi.
Le scuole montessoriane si servono di esperienze concrete e a tal fine seguono le festività di tutto il resto del pianeta.
L'approccio è multidirezionale : se si parla dell'Africa, ad esempio, si prende in considerazione il territorio, il clima, la flora, la fauna, le leggende, l'arte, la musica, etc.
Mica ho detto poco! Parliamo di un intero continente!
In effetti bisogna informare subito i nostri attenti bambini che la mamma (e il papà) conosco qualcosina in più per via dell'età ma anche loro hanno molto da imparare.. e c'è un intero mondo di meraviglie da scoprire!
Consigli pratici :
1) Iniziare da un singolo Paese e prendere in considerazione diversi materiali e supporti (video, immagini, libri, eventi) inerenti ad esso
2) Stimolare la curiosità puntando sul senso dell'avventura quindi niente "cattedre" noiose, si parte per l'avventura (munirsi di cappellino e torcia!!)
3) Parlare della cultura con attenzione e rispetto e con esattezza (meglio preparare per tempo le fonti)
Un'idea potrebbe essere quella di indire un giorno al mese o alla settimana allestendo una mostra e conservare nella proprio personale teca un simbolo per ogni cultura.
Ripropongo qua l'elenco base (assolutamente non esaustivo) delle feste culturali inserito nel succitato libro di Tim Seldin
- Capodanno cinese
- Roh hashana e Yom kippur (ebraici)
- Chanuka (ebraico)
- Pasqua ebraica
- Diwali (induista)
- Eid (fine del Ramadan)
- Natale (cristiano)
- Capodanno
- Pasqua (cristiana)
- San Valentino
- San Patrizio
- Festa della mamma
- Festa del papà
- Martedì grasso
- Halloween
- Notte di Guy Fawkes (notte dei falò)
Ora passiamo al nostro "metodo".
Il piccolo koala ha solo 16 mesi, non capirebbe il senso di una teca o meglio, non ricaverebbe una vera e propria soddisfazione nel crearla, così come non riuscirebbe ad comprendere la portata di alcuni concetti, per ora.
Il nostro approccio è quindi molto graduale : grazie all'adorato mappamondo scopriamo dove si trovano i vari paesi, ne apprendiamo la bandiera, l'inno e le musiche (eventualmente i balli) tipici.
Non abbiamo un giorno fisso, sarebbe troppo rigido per questa età e ciò andrebbe ad alterare lo spirito originario di gioia e curiosità.
Nel discorso, ho usato la prima persona plurale non per vizio (il tradizionale duale mammese del genere "mangiamo la pappà, facciamo la nanna" etc) ma appositamente perchè, è vero, sto imparando anch'io tantissimo
Permettere loro di conoscere diversi luoghi del mondo e volare al passo della loro meraviglia e interesse -propria di un'età in cui non si sono ancora scontrati con i tipici atteggiamente xenofobi - è il primo passo.
Si dice "tutto il mondo è paese" e chi ha possibilità di viaggiare se ne rende ben conto.
Le differenze ci sono ma sono unicamente il risultato dei diversi strumenti culturali utilizzati per soddisfare le medesime esigenze, ossia quelle umane.
I bambini hanno un vantaggio maggiore, sono in divenire e non fossilizzati in pre-concetti come la mente adulta.
Anziché avere timore o classificare in negativo, possono, sanno, comprendere e apprezzare.
Poco fa ho fatto cenno a chi viaggia molto ma, ecco, non tutti hanno questa possibilità.
Nessun problema. Non è una necessità.
Ogni genitore si rende conto di come il bambino assimili l'ambiente, questo è il primo elemento da tenere in considerazione.
Ci sono molti modi per vivere e "giocare" con,su e tramite le culture.
Io ne proporrò due : uno di impostazione montessoriana (tratto da "I bambini hanno bisogno di fiducia" di Tim Seldin) e l'altro di impostazione koaliana (?), insomma, ciò che facciano noi per ora a 16 mesi.
Le scuole montessoriane si servono di esperienze concrete e a tal fine seguono le festività di tutto il resto del pianeta.
L'approccio è multidirezionale : se si parla dell'Africa, ad esempio, si prende in considerazione il territorio, il clima, la flora, la fauna, le leggende, l'arte, la musica, etc.
Mica ho detto poco! Parliamo di un intero continente!
In effetti bisogna informare subito i nostri attenti bambini che la mamma (e il papà) conosco qualcosina in più per via dell'età ma anche loro hanno molto da imparare.. e c'è un intero mondo di meraviglie da scoprire!
Consigli pratici :
1) Iniziare da un singolo Paese e prendere in considerazione diversi materiali e supporti (video, immagini, libri, eventi) inerenti ad esso
2) Stimolare la curiosità puntando sul senso dell'avventura quindi niente "cattedre" noiose, si parte per l'avventura (munirsi di cappellino e torcia!!)
3) Parlare della cultura con attenzione e rispetto e con esattezza (meglio preparare per tempo le fonti)
Un'idea potrebbe essere quella di indire un giorno al mese o alla settimana allestendo una mostra e conservare nella proprio personale teca un simbolo per ogni cultura.
Ripropongo qua l'elenco base (assolutamente non esaustivo) delle feste culturali inserito nel succitato libro di Tim Seldin
- Capodanno cinese
- Roh hashana e Yom kippur (ebraici)
- Chanuka (ebraico)
- Pasqua ebraica
- Diwali (induista)
- Eid (fine del Ramadan)
- Natale (cristiano)
- Capodanno
- Pasqua (cristiana)
- San Valentino
- San Patrizio
- Festa della mamma
- Festa del papà
- Martedì grasso
- Halloween
- Notte di Guy Fawkes (notte dei falò)
Ora passiamo al nostro "metodo".
Il piccolo koala ha solo 16 mesi, non capirebbe il senso di una teca o meglio, non ricaverebbe una vera e propria soddisfazione nel crearla, così come non riuscirebbe ad comprendere la portata di alcuni concetti, per ora.
Il nostro approccio è quindi molto graduale : grazie all'adorato mappamondo scopriamo dove si trovano i vari paesi, ne apprendiamo la bandiera, l'inno e le musiche (eventualmente i balli) tipici.
Non abbiamo un giorno fisso, sarebbe troppo rigido per questa età e ciò andrebbe ad alterare lo spirito originario di gioia e curiosità.
Nel discorso, ho usato la prima persona plurale non per vizio (il tradizionale duale mammese del genere "mangiamo la pappà, facciamo la nanna" etc) ma appositamente perchè, è vero, sto imparando anch'io tantissimo
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Indipendenza
Di notte dovrei dormire e non pensare. Giusta osservazione.
Tuttavia avete presente quelle serate che sanno tanto di pigiama party? Quelle in cui il cucciolo dorme, idem gli animali e l'uomo grande di casa è fuori.. ecco quelle serate sono la mia rovina (a livello di riposo e sonno).
Proprio in una di esse mi sono soffermata a riflettere su alcuni fattori.
Il piccolo koala da settimane mostra interesse e richiede fortemente una maggiore autonomia soprattutto nel vestirsi. Sfila la maglia, tira su i pantaloni, chiude le scarpe, tenta di infilare i calzini.
Non sembra vero il progresso nel giro di 16 mesi. Da una totale (e diciamolo, appagante) dipendenza ad uno slancio verso il mondo.
Specularmente però mi rendo conto di quante certezze abbia bisogno. Proporzionalmente molte di più.
Spesso mi viene in mente la storia di Cipì [Mario Lodi] quell'uccellino che appena nato voleva spiccare il volo ma non poteva e necessitava delle cure di Mamì.
Il nostro Cipì di casa da una decina di giorni si sveglia di notte, tende le braccia e chiede di venire a dormire con noi.
Il nostro Cipì di casa ti corre incontro e ti stringe in un abbraccio immenso quando esci a recuperare la posta
Il nostro Cipì invoca mamma e papà e chiede di collaborare
...Sempre lui sgattaiola fuori, si arrampica, dialoga, gioca e si aggiusta autonomamente, vuole lavare i piatti e cucinare a tal punto da trascinare da solo la sedia dal salotto alla cucina..
Perchè il parallelo con l'uccellino?
Oltre al rimando al celebre libro, c'è una massima che rieccheggia nella mia mente da quando è nato.
Munari dice che insegnare qualcosa a qualcuno significa togliergli il piacere di scoprire
io aggiungo che compito dei genitori non è inculcare ma dare gli strumenti affinchè possano spiccare il volo sicuri e liberi
Tuttavia avete presente quelle serate che sanno tanto di pigiama party? Quelle in cui il cucciolo dorme, idem gli animali e l'uomo grande di casa è fuori.. ecco quelle serate sono la mia rovina (a livello di riposo e sonno).
Proprio in una di esse mi sono soffermata a riflettere su alcuni fattori.
Il piccolo koala da settimane mostra interesse e richiede fortemente una maggiore autonomia soprattutto nel vestirsi. Sfila la maglia, tira su i pantaloni, chiude le scarpe, tenta di infilare i calzini.
Non sembra vero il progresso nel giro di 16 mesi. Da una totale (e diciamolo, appagante) dipendenza ad uno slancio verso il mondo.
Specularmente però mi rendo conto di quante certezze abbia bisogno. Proporzionalmente molte di più.
Spesso mi viene in mente la storia di Cipì [Mario Lodi] quell'uccellino che appena nato voleva spiccare il volo ma non poteva e necessitava delle cure di Mamì.
Il nostro Cipì di casa da una decina di giorni si sveglia di notte, tende le braccia e chiede di venire a dormire con noi.
Il nostro Cipì di casa ti corre incontro e ti stringe in un abbraccio immenso quando esci a recuperare la posta
Il nostro Cipì invoca mamma e papà e chiede di collaborare
...Sempre lui sgattaiola fuori, si arrampica, dialoga, gioca e si aggiusta autonomamente, vuole lavare i piatti e cucinare a tal punto da trascinare da solo la sedia dal salotto alla cucina..
Perchè il parallelo con l'uccellino?
Oltre al rimando al celebre libro, c'è una massima che rieccheggia nella mia mente da quando è nato.
Munari dice che insegnare qualcosa a qualcuno significa togliergli il piacere di scoprire
io aggiungo che compito dei genitori non è inculcare ma dare gli strumenti affinchè possano spiccare il volo sicuri e liberi
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martedì 5 ottobre 2010
Un collage autunnale
Il freddo e la pioggia incalzano, ormai ci saranno concesse poche uscite al parchetto ma noi vogliamo serbarne un ricordo : fra un anno saremo mooolto cresciuti, sarà tutto diverso.
Profittando della serata di ieri, soli soletti in casa, ho proposto al BimboGranMeraviglia una nuova attività :
un collage. Si. Con le foglie secche raccolte insieme l'altro giorno!
Profittando della serata di ieri, soli soletti in casa, ho proposto al BimboGranMeraviglia una nuova attività :
un collage. Si. Con le foglie secche raccolte insieme l'altro giorno!
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attività visivo-spaziale
lunedì 4 ottobre 2010
Che tempo fa?
Da un'idea (con annesso materiale) di Homemademamma
anche il BimboGranMeraviglia ha il suo quadretto "Che tempo fa"
anche il BimboGranMeraviglia ha il suo quadretto "Che tempo fa"
Non riuscirei descrivere l'entusiasmo!
Come si può vedere dalla foto, l'uccellino segna nuvoloso.. la gioia di correre dalla finestra per controllare il cielo e ricorrere dal quadretto per indicare le nuvole si commenta da sé!
L'ardore si mantiene vivo e anche di notte!
Ok, ammettiamolo, non so se sia io ad essere più entusiasta per la reazione e l'interesse del piccolo koala o il diretto interessato.. come si suol dire : che coppia!
La filastrocca del giorno
La petite poule grise
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francese
sabato 2 ottobre 2010
La scatola del coniglietto
C'è una canzoncina in francese che noi cantiamo spesso la quale recita:
"Mon petit lapin s'est caché dans le jardin
cherchez moi coucou coucou
je suis caché sous un chou"
etc..
Ossia : il mio piccolo coniglio si è nascosto nel giardino -
cercatemi cucù
sono nascosto sotto un cavolo
Il piccolo koala, come tutti i bimbi dell'età, ama molto il gioco del cucù come la ricerca degli oggetti nascosti.
Prendendo la palla al balzo,
ho creato il giardino del coniglio ricavato da una scatola delle scarpe foderata e arricchita dei concerneti disegni
In concreto è una delle attività che amiamo svolgere nei nostri momenti "in francese" vale a dire quegli spazi che ci riserviamo dialogando "nella nostra lingua esclusiva" [segnalo il sito e la mamma ispiratori http://bilinguepergioco.com/]
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