Apprendimento in famiglia, crescere insieme

Child-Led Learning

La nostra esperienza quotidiana

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giovedì 28 giugno 2012

Qualcosa si è rotto

Mi è stato fatto presente che sono cambiata.

E' vero, non l'avevo notato.

Il fluire del divenire ha subito un'accelerata in quest'ultimo periodo;
io, sulla macchina in corsa, faticavo e fatico tuttora a percepirne la velocità esterna.

Prima la scoperta, poi i malesseri comuni della gravidanza, poi una situazione percepita come freddo nell'anima, poi la consapevolezza di voler/dover fare spazio ad un nuovo equilibrio.

Qualcosa si è rotto.

Non è negativo, né positivo.

Semplicemente, qualcosa si è rotto.

E' pura potenzialità, è tutto.

Ho faticato molto a trovare un equilibrio non votato all'esclusività.

Sono vissuta troppo a lungo in questo concetto, liberarsene, andare oltre, è catartico.

Un gran lavoro che è giunto il momento di affrontare, che chiama me e mi appartiene.

La mia paura era ancorata alla constatazione di una sorta di incapacità, di una non conoscenza legata all'agire per creare un legame tra l'universo (esterno, interno, relativamente assoluto) e me. Un Universo che è sempre esistito nella sua Essenza Assoluta, ma che io ancora non avevo contemplato (insieme ad un'infinità di altre sfumature)

Dualità, triade, cerchio sono sinonimi che rifiutavo, anzi, non vedevo come tali.

Nemmeno ora so come agire,
ma seguo il passo dell'apertura.

Non è facile. Me ne sono resa conto.
Alcuni rapporti è come se si fossero incrinati, allontanati, un po' feriti, seppur in attesa di un nuovo congiungimento.

Sento questa Vita-in-grembo che si espande,
tendo l'anima ogni volta, affinché non sia il mio Io a parlare di/per lei,
ma Lei di se stessa.

Non è immediato.
L'ego parla troppo di sé. La paura si attacca ad appigli.

Tutto questo, però, ci fa vibrare, danzare, provare, agire..

Ed ecco che si aprono sempre più dilatati momenti di Noi. Due anime chiamate ad incrociarsi.

Sento te, Grande Meraviglia,
...sento te un po' distante..sento noi un po' feriti, destabilizzati...
Trascorro notti anche a pensare alla nostra individuale sostanza e e al percorso fatto finora mano per mano, ai momenti unici che abbiamo trascorso.

Tu, Tu, Tu mi hai mostrato l'immensità
Tu hai contribuito a guidare la mia anima allo stato attuale del suo percorso

Qualcosa si è rotto.

Lo so, non è negativo né positivo.

Vibra e basta. E' l'attesa di agire insieme all'agire stesso.

So di dover lasciarmi andare, di dover sradicare ciò che si è ancorato in me da prima che ne prendessi coscienza.
So di dover lasciar andare i pensieri, le sensazioni, i concetti di unicità chiusa e rigida che ho dovuto (o forse voluto?) accogliere quale depositaria di un cammino non del tutto mio, il cammino di figlio.

E' un nuovo ciclo di fiduciosa apertura.

Ho paura, ma non è staticità.

sabato 5 maggio 2012

Prima delle notizie ansa

Premessa per il paziente lettore : post in divenire.
Tradotto :  voglio scrivere, so cosa voglio dire, ma si tratta di un minestrone talmente variegato che non so cosa ne uscirà!!


Or dunque. Rieccomi.

Mio marito mi prende in giro perché ultimamente ho assunto le esigenze prioritarie dei neonati : mangiare e dormire...soprattutto, nel mio caso, taaanto dormire, quando si può!

BGM vola verso i 3 anni (fra 11 giorni) e lo Splendore Intrauterino ha compiuto 16 settimane.

Da dove comincio..

Il piccolo Splendore [a scanso di equivoci,parlo al maschile, ma non conosciamo il sesso; al momento ho fatto solo un'unica ecografia, la prima a 9 settimane] è così dinamico!

Ho percepito i suoi primi movimenti internamente tra le 12 e le 13 settimane, mentre esternamente (per la gioia del papà) si sono fatti sentire 10 giorni fa, circa.

La comunicazione e la sua personalità sprizzano energicamente.

E' presente, è parte attiva di Vita e della famiglia.

Anche in questo momento in cui i miei pensieri e le parole vibrano per la sua persona,
recettivo/a, si esprime.

La gravi-danza, dal mio particolare punto di vista, sta seguendo un percorso sereno, disteso, rispettoso dei tempi e degli spazi.

Gli esami e gli interventi esterni si limitano al necessario, anzi, al buon senso.


Di mio, il cuore sussulta di gioia e di incredulità : quanto amore!! Quanto amore in più!! Ne sono così commossa ed estasiata!!

Le forze (soprattutto interiori) stanno tornando e anche la sonnolenza sembra essere diminuita (nel senso che  sono in grado di resistere fino alle 22...ok, non sempre, ma quasi!!).

Anche BGM è assorbito da questa accoglienza.

Qualcuno potrebbe dire "è ovvio, mica abita sulla luna, si rende conto della gravidanza"

il che è verissimo,

ma questo pensiero vuole andare oltre : gliel'abbiamo fatto presente dopo la prima ecografia per poi lasciargli tutto il tempo per elaborare, analizzare, valutare, prendere le (vicine o lontane) distanze..in fondo i 9 mesi servono anche per l'elaborazione dell'accoglienza.

Per settimane non ha proferito parola, finché da un po' di tempo a questa parte, si è incuriosito e ha iniziato ad indagare con domande specifiche.

L'ultima ha toccato aspetti più ampi :


"Come mai i maschi non hanno l'utero?"


"Quindi la mia pancia è vuota? Io non posso avere un bambino?"

Queste e altre tantissime domande piene di Perché? si susseguono quotidianamente, a volte ininterrottamente.

Con questa frase mi aggancio ad un pensiero successivo riguardante il blog :

con BGM ho fatto un percorso, un percorso pieno di sbagli ed imprecisioni che, però, non riesco a non marchiare di  positivo : nel qui ed ora noi siamo così grazie a questo percorso che non ha parametri di valore, è semplicemente nostro (in senso lato, individuale e di gruppo).

Molte di queste "imprecisioni" non si riproporranno, ormai elaborate.
Ce ne saranno delle altre certo, insieme a tantissime altre fondanti Costruzioni.

Essendo il blog un'estrinsecazione di tutto ciò (o meglio, della mia mente/percezione), non può che evolversi.

In soldoni, difficilmente riporterò post ordinati e elaborati come quelli scritti da bravissime blogger (che ammiro e leggo sempre volentieri);
per me sarebbe troppo difficile (e quindi forzato) parlare di attività precise, pianificate, documentabili per filo e per segno,
come dire, si vive il momento in cui ognuno dà il proprio.

Scrivo questo solo per mettere le mani avanti : poco ordine, molto caos bloggesco!

Questo percorso genitoriale mi ha aperto gli occhi anche su un dato che ha mutato completamente la mia prospettiva di vita :

Nessuno sa insegnare, pecca di tracotanza chi lo crede,
al contrario,
tutti sanno imparare (nel senso più lato e totalizzante del termine).

Già, finalmente l'ho capito...

In questo senso pensiamo di procedere nella vita nostra e familiare,

la direzione è questa perché al momento la vita ci ha portato a considerarla la più naturale ( = conforme a ciò che avviene in natura).

Sarebbe tempo di materna,
ma nessuno avverte questa esigenza che subentrerebbe come un corpo estraneo

Come madre, ho sentito anche la necessità di allontanarmi da filosofie pedagogiche preconfezionate (steineriana, montessoriana, feuersteiniano, etc, etc, etc) per lo stesso motivo di cui sopra : sarebbero input eterodeterminati perché né io né mio marito li sentiamo in noi (tenendo rispettosamente conto del fatto che tutto ciò che anche solo per un misero secondo ha sfiorato il nostro vivere, automaticamente entra in noi lasciando, almeno nell'inconscio, un segno che prima o poi emerge).

La voce sarcastica e dissacrante dentro di me

[con derisione nei miei stessi confronti..che boccaccia quella voce!!]

 mi sta suggerendo che quando ho aperto il blog (intorno ai 15 mesi di BGM) le mie considerazioni erano quasi agli antipodi di ciò che sto esponendo or ora!

Ok, quella boccaccia si sta allontanando [meno male], ma si sta ancora prendendo il tempo di dirmi "Chissà come la penserai di qui ad un anno"

Evviva la dinamicità della vita!! Evviva il panta rei!!

Ora, non so se qualche paziente lettore sarà riuscito ad arrivare a questo punto nella lettura


[se qualcuno c'è arrivato, deve sapere che ha tutta la mia gratitudine ed ammirazione!!]

ma mi sembra comunque doveroso tranquillizzare questo eventuale temerario avventore sul fatto che siamo giunti alla conclusione!!

La morale è questa : non ho ancora ben capito come aggiornerò il blog.
La soluzione più naturale ed immediata che mi balza per la mente è quella di lasciarlo come habitat dell'istantaneo.

Ultimamente sto usando fb in questo senso, ma chiaramente lascia a desiderare e non è sempre consono, tant'è che il 90% dei casi mi freno e non condivido.

Probabilmente si tratterà di post veloci (in stile ansa) che diranno poco o niente ad un esterno,
ma che appagheranno la mia gioia di poter "documentare" e smuovere la memoria di momenti unici, nel corso del tempo.



Buon fine settimana a tutti!







domenica 29 gennaio 2012

Linguaggio da adulti

Frequentando i bambini del Pomeriggio-Bimbi

e dando loro una piccola mano anche nei compiti,

mi sto acculturando sulle dinamiche intrinseche della scuola del nostro paesino.

Una scuola che, come ho già detto, è praticamente rimasta invariata nelle gerarchie e negli approcci (veicolati) da quando io, ben 15 anni, fa l'ho salutata.

La scorsa settimana uno dei bambini ha ultimato la storia che gli era stata assegnata.

Una storia ricca di fantasia, di stampo horror

pensate che proprio nei frangenti in cui l'ha ideata e riportata sul foglio,
è riuscito a trovarle ben (ad occhio e croce) 5-6 alternative di svolgimento,

favoloso!


Terminata,

- e prima di cogliere la palla al balzo per improvvisare ed impegnarci tutti quanti nella sua rappresentazione teatrale (con tanto di video) -

le è stata data una rilettura ad alta voce,
una rilettura che ha portato alla luce qualche ingruenza sintattica e grammaticale
delle quali lo stesso autore si è reso conto,
ma che non ha voluto correggere

Per pigrizia?

Niente affatto

Non ha voluto correggerle perchè la loro maestra (principale), li rimprovera continuamente
sospettando ovunque un intervento preponderante (o forse esclusivo) dei genitori o chi per essi, nello svolgimento dei compiti.

A questa sua dichiarazione, si sono aggiunte le conferme degli altri presenti.

Il punto è questo :

le loro maestre non vogliono,
nel senso che ammoniscono (per sospettata ingerenza genitoriale),
l'utilizzo del linguaggio da adulti


.L'educatore e la sottoscritta hanno avuto un mancamento celebrale.


Consideriamo ora tutti i punti toccati dalla situazione di fatto :

Punto 1.  Questi bambini stanno crescendo convinti che esistano parole da adulti e parole da bambini.

Credevo di averne già sentite tante ma, a quanto pare,
mi mancavano ancora le considerazioni razziste e di specismo linguistico!

Punto 2.  Non è tollerato l'intervento dei genitori nei compiti.

Noi ci abbiamo riflettuto e in buona fede siamo pervenuti alla conclusione che,
in preda ad un clamoroso scivolone semiotico,
volesse intendere "NO compiti delegati ai genitori".
Bene.

Mica tanto!

I compiti riguardano gli scolari, certo,
ma non c'è nulla di riprovevole nel condividere certe elaborazioni e scoperte insieme ai genitori.

Condividere momenti di impegno specificamente rivolti alla scuola,
con la partecipazione di mamma e/o papà
è  un'occasione di interscambio e arricchimento reciproco.

Forse, messa in questi termini anche le maestre concorderebbero,
ma manca sempre quel passaggio fondamentale :
ai bambini non viene fornita questa spiegazione.

Punto 3.  Questi allievi si trovano di fronte ad un'alternativa :

o tentare di affinare il proprio vocabolario sapendo che ciò verrà ammonito pubblicamente
o evitare di correggere i propri errori (per evitare il succitato ammonimento) sapendo che ciò condurrà a biasimo e ad un "brutto voto" (si, sempre questi benedetti voti)

....................

A chiunque legga, le proprie considerazioni

(chiaramente riferite al caso di specie,
non facciamo diventare universale, il particolare)

lunedì 16 gennaio 2012

Ogni volta, ovunque e continuamente

Ogni volta che mi prendo cura di te,

il nostro vivere la quotidianità,

ogni volta in cui guardi e ti rivolgi a chiunque con la consapevolezza di chi si sente rispettato da se stesso e dall'ambiente in cui vive

ogni volta in cui travolgi il mondo con immensa ed umana dolcezza e dedizione,

mi avvolge una sensazione unica di panismo

ed è così che vedo concretamente davanti ai miei occhi

come ciò che ci doniamo in veste di madre e di figlio,

- e, ancor meglio, in veste di persone -

non rimane statico.....

lo vedo danzare nello spazio

e nel tempo,

nei figli

e nei figli dei tuoi figli

martedì 3 gennaio 2012

Volo pindarico : Pédagogie ou Vie ?

Source : http://www.meuhmeuh-emois.com/article-pedagogie-noire-pedagogie-blanche-95961682-comments.html#anchorComment



Pour ma part, je crois profondément, intensément, que le bébé qui naît est un être neuf, vierge de toute volonté de manipulation, entièrement dépendant, pour sa survie, de notre volonté de l'accompagner, de le nourrir, de lui offrir sécurité affective et matérielle. La place du tout petit être humain est dans les bras de sa mère - ou de celle / celui qui lui en tient lieu -, parce qu'à terre, il meurt.

Per quel che mi riguarda, credo profondamente, intensamente, che il neonato è un Essere Nuovo, scevro da ogni volontà di manipolazione,
per la sua stessa sopravvivenza, interamente dipendente dalla nostra volontà di accompagnarlo, di nutrirlo di offrirgli sicurezza affettiva e materiale.
Il posto di ogni piccolo essere vivente è tra le braccia della sua mamma - o della persona che la sostituisce in questo percorso d'amore - a terra, è destinato a morire.
 
 
On CHOISIT d'être un parent potier ou un parent jardinier. L'important est d'avoir le choix, et de comprendre que la violence ordinaire est une violence inacceptable, et non une méthode éducative
 
Noi scegliamo di essere vasai o giardinieri, nel nostro percorso genitoriale. L'importante è operare la scelta e di comprendere che la violenza ordinaria è violenza, inaccettabile.
Non un metodo educativo.
 
 
En se réconciliant avec les besoins de l'enfant, dès sa naissance, on accepte de le considérer avec binveillance, et on peut envisager de fonder notre avenir sur l'ocytocyine, plutôt que sur l'adrénaline, sur la coopération, plutôt sur la compétition, sur la collaboration, plutôt que sur la guerre et la conquête.


Mettendoci in sintonia con i bisogni del bambino a partire dalla sua nascita (anzi dal suo concepimento, n.d.a.), si accetta di girare la chiave per dischiudere la porta della benevolenza e fondare così il nostro avvenire sull'ossitocina, al posto dell'adrenalina, sulla coopertazione, al posto della competizione, sulla collaborazione, al posto della guerra e della conquista.



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Il s'agit de pièces d'un article,
une réflexion authentique que je voudrais partager
article complet

Si tratta di spezzoni presi da un articolo,
una riflessione verace che non ho potuto fare a meno di convidire
l'articolo completo si trova qui

sabato 19 novembre 2011

Volo Pindarico : allattamento, humor in immagine

Ho trovato questa immagine su fb

non potevo non condividerla

questo è l'allattamento



Buonanotte a tutti
da una Mammavolipindarici
acciaccata dal dente del giudizio

lunedì 26 settembre 2011

La Spirale della conoscenza

La pelle ha memoria, ricorda

è vero

ogni inizio di stagione (metereologico o solare) le sensazioni fanno affiorare i ricordi

Assurdo ma in questo periodo (così come un anno fa, così come due,..) mi capitano flashback sensorialiattinenti alle nausee.. quelle che, 3 anni fa proprio in questo periodo, avevano bussato alla mia porta ( sino alla 17a settimana di gravidanza! Ero deperita)
a questi si sommano quelli degli anni successivi...
il fruscio della fascia e il mio senso di inadeguatezza come madre (ricordo l'angoscia)
i primi lavoretti (un anno fa) e la chiazza di serenità che piano piano si stava espandendo eliminando la piaga dell'ansia

e il prossimo anno si uniranno i tasselli di questo presente

un'istantanea dinamica che non saprei descrivere in altro modo "non voglio niente di più, amo ciò che vivo"

Il topolino di casa ha compiuto 28 mesi,
alcuni suoi coetanei stanno iniziando l'asilo (a me sembrerebbe comunque troppo presto)

non parlo di un asilo in generale ma quello del nostro paese, purtroppo mal strutturato, con due educatrici spesso in lite, con attività (s)fatte giusto per passare il tempo
mi spiace, mi fa male essere a conoscenza di questi fatti!

Noi pensiamo che in futuro (fra un annetto) ci appoggeremo a quella scuolina incentrata sull'homeschooling per due mattine alla settimana (al mattino BGM è con mia mamma - che spesso lo porta in ufficio da me - perchè io lavoro); è un ambiente che sentiamo nelle nostre corde e che fonde vari spunti tratti da Steiner, Montessori, Munari, Gordon
manipolano creta, fanno yoga, hanno il loro angolo del cucito,
ma, soprattutto,
il loro approccio è votato alla comprensione

Detto questo e lasciando al divenire ciò che è in divenire

vengo al nostro oggi (con profumo di ieri) e agli introduttivi flashback
questi ultimi mi rimandano immagini strutturate, di proposte timorosamente avanzate, di pensieri e organizzazione

ora, non posso certamente dire che non esistano pensieri, proposte o organizzazione
anzi, eccome se ci sono
ma, ma, ma, .....

nascono dalle continue domande e idee della Meraviglia di casa

(non mi sarei mai aspettata questo turbinio di domande e proposte a 27-28 mesi : durano tutto il giorno)

non serve (più) pensare a cosa fare, dove andare, cosa cercare

basta sedersi e mettersi a disposizione

per esempio, così facendo,
da un poster-percorso



ci siamo trovati ad osservare la mucca, a collegare la presenza di mammelle e il discorso sul latte alla parola "mammifero" (interiorizzata, tra i vari modi concreti, anche così)
passando anche per l'espressione "ruminare/ruminati"
con tanto di imitazione, cosa che fa sempre centro!


Posso invocare di nuovo il Bruner? Si? Lo faccio!  Ecco, del suo pensiero ho sempre amato (perchè è così che l'ho sempre concepita) l'immagine della conoscenza/apprendimento come una spirale che partendo dal basso sale sempre più su, nel corso del tempo, ingrandendosi ed arricchendosi. Non è certo la prima volta che BGM vede una mucca - disegnata o dal vivo che sia - ma è stata la prima volta - a me nota - che ha tirato in ballo il nuovo particolare.

Insomma, nel corso di due anni (partendo chiaramente da zero) ha imparato che

- quel soggetto è chiamato "mucca"
- quel soggetto chiamato "mucca" è un animale
- la mucca è un animale che mangia *erba, ossia erbivoro
- la mucca è un mammifero
-  la mucca è un mammifero, erbivoro, ruminante

e la spirale continua...


il che, in soldoni, significa che ha dato un nome a ciò che si vive e si vede (ormai,appunto, a suon di domande),  
un percorso così *straordinariamente fisiologico* ! 




sabato 17 settembre 2011

La nostra stanzina


Questa è la stanzina in cui ci rifugiamo quando non è possibile o non abbiamo voglia di uscire

Lo spazio è minimo,  è necessario spesso ricrearlo per andare al passo con la crescita (non abbiamo margini di evasione : ci sta solo ciò che interessa)

Questo è il tavolino di scrittura/disegno (anche se il piano preferito è il pavimento.. molto più spazioso e a contatto con la terra)



Il portacolori è estremamente funzionale e a costo zero e contiene pastelli, pastelli a cera, pennarelli e carboncini


anime dei rotoli di carta fissate con colla a caldo su cartoncino ondulato
Il mobile (Ikea) soggetto a reiterata rotazione


Parte delle "opere" affisse

"Le tre grazie" Raffaello_ "La Libellula" di Toti Scialoja con figure
La lavagna


L'area di uno dei vari percorsi macchine fatto mesi fa, il primissimo lavoro di gruppo


Altra area con libri e materiali vari (allacciature, affisioni)


Una cosa che da tempo non mancano sono i tappeti(ni) [vedasi anche immagine mobile ikea, è ripiegato in un cassetto], BGM si trova a suo agio delimitando il suo spazio operativo, spesso sconfina ma mantendolo sempre come punto saldo di riferimento


Zona con mappamondo, puzzle e materiali di natura geografica/visivo spaziale (nei cassettini)


Visione (quasi)totale



Mi piace l'idea di imprimere queste immagini
proprio ora che siamo in procinto
(lontano procinto, è più corretto) di trasferirci.
Mi è utile anche per organizzare mentalmente
la disposizione della nuova cameretta

giovedì 4 agosto 2011

Non è un discorso facile

Non è un discorso facile

Sono nata con te, concepita come madre nello stesso momento in cui sei venuto in esistenza tu
non avevo molte considerazioni, volevo il "meglio" e sapevo che avrei capito la strada insieme a te

ero convinta di ciò ma non immaginavo quanto mi avrebbe stravolto la vita

ho sempre pensato che sarei stata una madre severa, una di quelle che mettono in riga, perchè così io ero cresciuta, quello pensavo fosse il meglio

ho pensato che sarebbe stata una perdita di tempo allattarti perchè mi era stato detto così da quando ho memoria

ho pensato che parte della vita fosse sui libri perchè era l'unica vita che io avevo conosciuto

ho pensato che le sfide tra pari e non fossero il motore perchè così ero stata istigata

ho pensato, pensato, pensato e poi sei arrivato tu

al contrario di quello che ha incorniciato la tua nascita, il travaglio che ha coinvolto la mia nascita di Madre non è stato brevissimo, anzi forse è ancora in corso, forse no
ma il cammino non è ancora terminato e non terminerà, per fortuna

Sei un bambino che non conosce lacrime
non nel senso che non sai cosa siano, semplicemente le sfiori

la constatazione più bella che io abbia mai sentito è giunta pochi giorni fa quando, parlando d'altro, papà ha esordito dicendo che tu sei stato un neonato senza lacrime
ed è vero
solo che la continua ricerca del cammino alcune volte fa dimenticare i passi fondamentali

nemmeno quando sei nato, al buio tra le mia braccia in una posizione primordiale, hai emesso un qualche lamento, ricordo solo il suono istantaneo e breve che hai fatto per procedere con il primo respiro ed è finita lì

ricordo le tue dormite sul mio corpo, era estate e faceva caldissimo, io leggevo o scrivevo e tu dormivi beatamente
non mi rendevo minimamente conto di quanto fossero importanti quei contatti
ero una ragazzina, ma non parlo di una questione anagrafica, parlo di maturità e consapevolezza che poco concerne con l'età
vivevo i momenti, anche con frustrazione, mi sentivo inadatta, mi sentivo una macchina (dai da mangiare, fai questo, fai quello), mi sentivo sola

e "sola" è proprio il termine giusto

credo che la piaga moderna più grande sia la sostanziale solitudine, soprattutto fra madri
i contatti ci sono, ci si vede, si chiacchiera,
ma non si comunica, non ci si apre
questo ci rende chiusi anche con noi stessi

non mi rendevo conto che l'unica cosa che avrei dovuto fare era viverti e seguire ciò che tu, saggiamente, mi mostravi
e non studiare per prendere quel 30 e dimostrare di essere una roccia
...roccia in che senso poi??? Anzi si, forse proprio roccia : statica, squadrata, limitata

Ricordo che quel "i bambini per dormire possono anche avere bisogno di piangere" mi stonava tant'è che pur di non farti piangere ti facevo ridere in ogni modo, tu sorridevi, ridevi, sorridevi e crollavi con il sorriso
ma che fatica... già, come sei stato paziente... era una fatica per entrambi perchè non era la cosa più naturale!
La linearità matematica qui non fa una piega!
Solo con il tempo me ne sono resa conto : bastavano i nostri corpi vicini, non c'erano bisogno di lettini, pupazzetti, canzoni, libri... la natura ci aveva già donato tutto
e così è stato (ed è tuttora) dopo questa Rivelazione Naturale

e poi c'era tutto il mio bagaglio di bambina condizionata
"la migliore" "la migliore" "la migliore" "la migliore".......

questo strambo mondo ha trasformato un termine potenzialmente positivo come "Meglio" in una stressante pressione

IL Meglio non è competitività, non è un voto, non è un "bravo" ricevuto, non è primeggiare

è vivere bene con se stessi, è benessere, è dinamicità, è ricerca nel rispetto di Sé e dell'Altro

ricordo i pianti fatti per la tua lontanza perchè dovevo studiare, dovevo rendere fieri i miei genitori che mi avevano dato tutto, oltre al timore di non prendere un bel voto perchè fondamentalmente io ero quel voto

no, questo non è sano
non è questa la Vita


Il mio bagaglio in fase di sfaldamento è ovviamente entrato in contatto con te

le letture che mi hanno accompagnata lo possono sintetizzare egregiamente

partendo dal Doman siamo finiti al Concetto del continuum

[è una schematizzazione da non prendere alla lettera]

Non ho mai pensato che tu dovessi vivere ciò che ho passato io
da tempo mi strideva, da tempo avevo compreso
e la tua nascita ha coinciso con il mio brancolare per cercare l'altro cordolo del mio percorso di vita

Non ho mai pensato che avessi dovuto scimmiottare competenze
né che avessi dovuto essere il migliore come mi era stato inculcato

ho sempre voluto il tuo benessere e ho iniziato scremando il mio vissuto non avendo altre possibilità di paragone :
ho incominciato eliminando i fattori negativi e tenendo i lati positivi e costruttivi della mia vita intellettualizzata dagli eventi (la mia infanzia non è stata così, sono stata  veracemente primordiale fino a quando mi è stato concesso)

ma, anche lì, qualcosa ha iniziato a stridere in me e in te

abbiamo accantonato ogni elemento che sembrava stonare (dire a chi dei due è difficile, la comunicazione non verbale è molto più efficiente e sintonica di quanto abbia mai creduto)
abbiamo eliminato prospettive di corsi (nuoto, inglese, motricità, etc) perchè fondamentalmente ci stanno stretti : come si fa a vivere armoniosamente dei momenti in cui prevale il gareggiare e il fare obbligatoriamente?

Allo stesso modo mi è sembrato così innaturale proseguire in alcune strade che non portavano a nulla...
hai appreso le lettere e i numeri  dalla targhe e dai cartelli puntando il tuo ditino interrogativo
continui a viverle tramite le letture dei libri e il mondo circostante così come il resto della realtà
da qualche settimana contornata da un sacco di meravigliose domande ("cosa mangi?" "cosa c'è dentro?" "cosa c'è fuori?" "cos'è questo?")

il mondo pullula di suggerimenti che sembrano spingere verso un percorso predeterminato : giochi, quiz (o flashcard), attività, etc

mi guardo intorno e ascolto te, di cosa hai bisogno?

Guardo il mondo sotto un'altra luce e vedo che c'è già tutto
e la sensazione è appagante, un senso legato al panismo rende tutto più sorridente e fiducioso

C'è bisogno di fiducia e serenità
nient'altro da aggiungere

Seguo la tua fantasia, mamma mia, la tua fantasia...

la fantasia è una chiave estatica, va a braccio con la creatività e con la consapevolezza di sé

ricordo che da piccola mi era stato detto che essere fantasioso è affine con l'essere svampito

questa credenza ottusa  sembra poggiare sulla stessa convinzione che tiene separate innaturalmente la filosofia dalla matematica
come se l'una fossa "scriterio" e l'altra "razionalità"
eppure il primo vagino l'hanno emesso insieme, volontariamente, con naturalità
e l'essere senziente sa comprenderlo senza doverlo apprendere.

Ora hai 26 mesi,
il nostro cammino, 35 (anzi 36)

immagino spesso il percorso duale che, dal mio punto personalissimo di vista, appare talvolta come il filo di una matassa,
altre volte come una candela che galleggia su un fiume pieno di riottoli confluenti, deviazioni e rapide
non è un fiume con una rotta tracciata, è Pura Possibilità, è Divenire

In questo ultimo mese mi sono ritrovata in completa discussione,
se vogliamo prendere l'immagine del filo, potrei dire che dovevo slegare un altro nodo
oppure che la fiamma della mia candela stava vacillando sobbalzando su una piccola rapida

mi sono sentita chiusa, senza energie
ho avvertito che qualcosa doveva mutare ma, come sempre, la questione più difficile è comprendere dove stava suonando questo allarme

Le percezioni che mi emani e la vita me l'hanno nuovamente segnalato

l'allarme parlava di nuovo di serenità e fiducia nel corso degli eventi
mi parlava di fluire naturale e di fede nell'ambiente e nella gioiosa quotidianità
scevra dalla noia che si pretende che esista senza "nuove novità" e attività

senza rendermene conto, seguendo il flusso di coscienza, le immagini che ho tirato in ballo sono estremamente pertinenti.. un nodo o una piccola rapida, non sono una deviazione, sono un passaggio di uno stesso tratto di cammino

ebbene si, la riprova di quanto già intrapreso che necessitava, però, un ulteriore passo in avanti


Sto facendo questo passo!




probabilmente questo blog sta diventando sempre meno strutturato
ma è anche vero che è nato sin da subito così
come una massa colorata e dinamica
che si aggiunge alle considerazioni conscie di una Vita







venerdì 1 luglio 2011

Rimando a Estate incantata: Latte e miele

Ho letto questo articolo tratto dal blog di Lara, Estate Incantata

Mi ha smosso molte percezioni e riflessioni,
se vi va, leggetelo (ne vale la pena!)

è breve quanto profondo


Estate incantata: Latte e miele

Grazie Lara

mercoledì 22 giugno 2011

Riflessione sulla maternità [Volo pindarico]

Ho letto questo articolo http://www.mammole.it/blogmamma/non-chiedermi-perche/
parla di desiderio di maternità, parla di giustificazioni da addurre, parla di lotte parla di equilibri e di ricerca soprattutto interiore

Non so come sia riuscita questa donna a tirare fuori così tanta verità con lucidità,

ma la ringrazio

Mi chiedo come sia possibile in un mondo che io penso donna,
- penso a Gea, penso alla Madre Terra, Pachamama...
penso alle rotondità della maternità e penso alle rotondità del mondo -
una così dura denigrazione e negazione di solidarietà

Alcune volte, poi, il muro è frapposto anche da donne,
siamo state private dell'unione che un tempo rendeva un tutt'uno il nostro "Essere" con il nostro "Fenonemo"

il che mi suona triste ma dialetticamente pronto a risorgere

in questi giorni, sento una perfetta comunicazione tra tutta la mia essenza
sento una pace che ondeggia
sento scorrere il ritmo della vita del mio corpo

sento desiderio di accogliere ancor di più ciò che è parte di me
e ciò che vorrei fosse parte

sento il desiderio di maternità moltiplicarsi

Chiedo scusa per avervi violato trasportandomi in turbinii (seppur quieti) interiori,
questa, però, la sento come casa mia
e capita di aver bisogno di un condividere pensieri
di non lasciar sospesa una sensazione che rende tangibile il
"[..]il naufragar m'è dolce in questo mare"

sabato 18 giugno 2011

Vide grenier : un tesoro!

Chiedo scusa, questa è una condivisione un po' futile ma sono così orgogliosa di questo piccolo tesoro acquistato al mercatino delle pulci in Francia


15 pezzi ben tenuti, come nuovi per 9, 30 € !!

Ci sono gli adorati libri di T'choupi oltre che ad una scatola con 4 puzzle da 12 pezzi sullo stesso tema (BGM non fa che farli e disfarli in continuazione..sino ad ora non ne ha mai fatti così tanti di seguito e solitamente erano da 9 pezzi), senza dimenticare il geomag!!

Sono diventata fan ufficiale dei mercatini!!
[un'altra scoperta degna di Nobel "hai scoperto l'acqua calda", lo so!]

mercoledì 18 maggio 2011

Sto riflettendo..

e lavorando su questi pensieri :

Accettare l’invito al gioco di nostro figlio


Lascio il link per chiunque interessato

le mie riflessioni, più in là...

martedì 17 maggio 2011

Ampliamento del vocabolario francese

Si sta verificando un fenomeno particolare
è come se stessi rinascendo francese
(gulp! gasp!! Blateramento a go-go!)

non sto dicendo di aver acquisito una competenza da madrelingua (siamo ben lontani!)
mi riferisco ad una sensazione di armonia e di perfetta compenetrazione da parte (?), con (?) , una nuova lingua

Mi ritrovo a pensare in francese, a conoscere termini ed espressione a me ignare in italiano o perchè proprio intraducibili o perchè proprio non le so (per esempio come si chiamano in italiano i pesci che si attaccano agli squali - e non solo - per farsi trasportare?)

Questo incipit riguarda me ma solo marginalmente

Le conseguenze relative a BGM sono logiche

Sta vivendo il francese con tranquillità e soprattutto con divertimento perchè i momenti di condivisione in francese sono sempre molto gioisi, sia per il tipo di attività, che per l'entusiasmo che lo avvolge

[digressione su, chiamamola, legge dell'attrazione : proprio ieri mi è capitato sottomano un articolo che avevo già letto al momento della pubblicazione, nel quale, una mamma, scrivendo a Letizia-Bilingue per gioco, osservava "cambiare lingua cambia a volte anche il carattere delle persone, almeno un po’" cit originale., la riscoperta di questo post mi ha permesso di dare forma verbale ad una percezione, è stato illuminante]

Le persone guardano stupite (viviamo in un paesino, qua ciò che è fuori dall'ordinario e dal dialetto, è quasi una novità!) gli eventuali  dialoghi bilingui (passatemi il termine, senza falsa modestia, troppo pretenzioso associato alla sottoscritta). Lui risponde il 99% dei casi in italiano (se siamo in Italia) eppure ultimamente sta iniziando a favorire il francese (esempio banale : se il libro è in lingua, utilizza il termine "maman" e non più "mamma" e così per altri termini). Non che sia questo l'obiettivo, anzi.. nulla toglie che, però, sia corroborante!

------------ volo pindarico ----------
questo post è un po' così..
confusionario.. sgrammatica.. caotico..
mi rappresenta bene

in sostanza, ci sono una mamma e un BimboGranMeraviglia  che stanno (ri)nascendo insieme
la mamma è sempre stata timida, impacciata, convinta di saper fare poco al di fuori dei propri piccoli settori di competenza (imposta)..
Il BimboGranMeraviglia è nato e vive con la sua aura personale, ha ancora tanto da scoprire e da scalare ma si sta preparando e temprando con armonia giorno per giorno

Non c'è una vetta, ci sono miriadi di vette possibili, basta decidere quale scalare

Passando dal piano astratto-filosofico a quello letterale:  questa è la vetta scalata da BGM ieri, la fatica e il senso di soddisfazione finale gli hanno ricordato il libro di T'choupi e il supporto della mamma (richiesto a gran voce! -ultimamente i libri lo coinvolgono totalmente, una piena catarsi -)

 Tu es un champion!




[si capisce perchè i miei insegnanti hanno sempre detestato i miei temi?! Faccio a botte con lo scritto.. oggi avevo  proprio voglia di condividere pensieri sparsi marchiati da emozioni e percorsi ("oggi avevo" mi piace questa assenza di consecutio temporum  tipica del linguaggio parlato che, dialetticamente si presta come perpetua consecutio). passo chiudo e domando scusa all'eventuale malcapitato lettore]

venerdì 8 aprile 2011

Apro la mia finestra

Approfitto di questo momento per approfondire un po' il discorso su... su di noi, sostanzialmente.

Mi capita spesso (chissà poi perchè) di confrontarmi in modo più o meno diretto su ciò che facciamo, su come viviamo e, in quei frangenti, non sono pochi i nasi arricciati con fare perplesso e contrariato (il che avvienne solitamente da parte di genitori rodati, coloro ancora senza figli e magari in giovine età sembrano apprezzare e interiorizzare).

Parlare di homeschooling/unschooling/scuola paterna è parlare di tutto e di niente senza considerare che, nei succitati termini, compare il sostantivo "scuola", il primo elemento a creare confusione....

tu vuoi fare scuola? Ah..così insegni a tuo figlio.. ma quindi lui è obbligato ad ascoltare te al posto di un insegnante? Parli di scuola ma tuo figlio ha 22 mesi. Come mai l'hai costretto a imparare tutto ciò? Lascialo libero ora che può

...e così via..

il fraintendimento risiede proprio in questo termine o, meglio anzi peggio ancora, nel significato che siamo soliti attribuirgli (bene o male da scottati) : la scuola non è un edificio, non è disciplina, non  è doveri e obblighi, non è il binomio cattedra-banco o compiti-voti o noia-dolori

La scuola è la vita.. ebbene si.. suona poetico, nevvero? Lo è [eccome!] perchè è meravigliosamente reale!

Si impara sempre (pensiamo ai progressi nel primo anno di vita) ma solo fintantoché regna armonia interiore ed esteriore.
In assenza di questi requisiti non si apprende, semplicemente si scimmiotta un qualche sapere pronto a cadere nell'oblio (il cosiddetto "fuoco di paglia")

Facciamo un salto ulteriore : imparare vuol dire vivere. Non sto inserendo elementi ascritti alla categoria degli intellettualismi per sublimare la loro portata, parlo terra-terra: si impara ogni giorno (una nuova ricetta, un modo per ottimizzare l'utilizzo di uno strumento, una nuova strada, un lato del proprio carattere o di una terza persona, e via all'infinito) solo che non ce ne rendiamo così pienamente conto.

Chi mi conosce sa che sono una di quelle persone ad "ignoranza selettiva" non solo socratica, semmai un pozzo di San Patrizio del non-sapere.. è la mia reazione a tutto ciò che è imposto con pressione e senza rispetto.. in concreto tendo a rifiutare il fardello incombente o a seguirlo fino a che non me ne posso liberare in attesa che la doverosa armonia subentri e mi permetta di prendermene cura a dovere.

In compenso ho un dono (molto stile naif) riesumato dalla nascita di BGM : amo interessarmi ed entusiasmarmi.

Nulla di così particolare : sono umana, diversa e uguale  alla mia specie, compreso il piccolo koala e ogni bambino/persona esistente

Cosa si fa quindi a casa nostra di tanto strano?
Si fanno tante cose ma non le definirei "strane" : si parla, si comunica, ci si rispetta (capita anche di discutere ed innervosirsi ma questo è fisiologico!), si affrontano insieme gli eventi, ci si ritaglia spazi autonomi, ci si diverte, si condivide

Partendo dal presupposto che ogni persona -e quindi anche nostro figlio- è unica ed irripetibile e ha il diritto di essere se stessa, siamo consapevoli (anche quando ci tiriamo delle gomitate morali) di essere membri di un cerchio composto da persone vicine (delle guide, degli aiuti fidati) ma divise nella loro singolarità (autodeterminazione)

Attenzione : non si tratta di mere parole, il lavoro interiore del singolo e del gruppo familiare è magnifico e appagante quanto duro (ci si mette in gioco in tutto e per tutto, un vero scardinamento)

Tutto qua? No, c'è molto altro ma rischio di cristallizzare e banalizzare.. parlerò ancora di qualcosa che avrà valore non in quanto preso in sé e per sé, bensì come elemento di un insieme molto più grande

Or dunque, perchè scrivere tutto ciò? Affinché quei (pochi) lettori che passeranno di qua (compresa l'autrice in una veste anagrafica differente) possano respirare quell'odore di casa che si sente di ritorno dalle vacanze quando si è bambini

martedì 16 novembre 2010

Uno spunto di riflessione, una condivisione

Vorrei condividere con voi un passo tratto da "Le domande dei bambini"di Anna Oliverio Ferraris

Intendo riportarlo testualmente, al momento non aggiungo altro

Sono tutti e tre seduti in macchina in attesa che il semaforo diventi verde. Papà, mamma e la piccola Giorgia di cinque anni. Sul marciapiede di fronte, due bimbetti dalla pelle nera giocano a pallone. Uno ha le scarpe da ginnastica e l'altro soltanto le calze.
Giorgia li guarda affascinata.. I genitori stanno parlando tra loro.
All'improvviso la piccola batte un colpetto sulla spalla della mamma: "Mamma, perchè quel bambino è... perchè è...".
Il papà e la mamma si scambiano uno sguardo d'intesa. "Ecco la domanda inevitabile sul colore della pelle" pensano.
Hanno spesso discusso e condannato il razzismo, perciò sono pronti a rispondere.
Giorgia però continua : "....è senza scarpe?".
Il papà e la mamma di guardano interdetti.

giovedì 28 ottobre 2010

Principessa si ma non su un piedistallo

So che voi lettrici saprete cogliere lo spirito ironico del post (percependo anche quella sorta di sentimento del contrario pirandelliano).
Oggi ci siamo concessi una golosità con sorpresa (il nome e il marchio verranno da sé), incuriositi abbiamo subito aperto in cerca di essa
Cosa abbiamo trovato?
E' presto detto!



Ora, si sa, si tratta di giocattoli che i bambini a malapena considerano ma non ho comunque apprezzato il messaggio subliminale : cosa dovrebbe essere? Una principessa?
Nell'immagine non si vede (perchè l'ho fatto sparire immediatamente) ma il pupazzo in questione avrebbe dovuto reggersi grazie ad un piedistallo..
..ora principessa ci può stare (l'effetto fiabesco permette al bambino - e non solo- di astrarsi) ma sul piedistallo proprio no!!

Ecco quindi la nostra eroina, che insieme al nostro superman - un supereroe che non vola ma usa una bicicletta (quest però è capitato per caso) -, è tanto eroica quanto umana e intraprendente

Qua immortalata alle prese con il suo veicolo (scelto da BGM), una draga




Piccolo aneddoto : certo che sentire tuo figlio di 17 mesi chiamarla "tetopo" (ossia stereotipo femminile ossia come io l'ho definito) fa un certo effetto

mercoledì 27 ottobre 2010

Esiste ancora il tempo libero di autodeterminazione e la noia creativa?

Da quando sono diventata mamma, da quando BGM ha iniziato a voler interagire con il mondo, ho rispolverato il mio spirito d'avventura, quello che mi portava a stare ore ed ore all'aria aperta,nella natura, quello stesso che mi faceva sentire un coniglietto sgusciato fuori dalla tana quando raggiungevo l'amica al fondo della via, insomma quello spirito di libertà e di fiuto

Mi sono scontrata con una realtà differente : dove sono finiti i bambini??

In inverno posso comprenderlo ma nella bella stagione : dove sono??

Non ci sono o meglio sono troppo presi da tv, sport (in palazzetti e strutture), rintanati in una routine molto scandita

Temo questa piaga sociale

Salute: bimbi sempre piu' alti e pesanti

martedì 19 ottobre 2010

La riflessione del giorno

Dalla pagina fb di controscuola.it

Mamme al parco giochi sedute a chiacchierare, bambino chiama:"Mamma, mamma, guarda cosa so fare", la mamma butta l'occhio e continua a parlare, "Mamma, dai vieni, guardami!"la mamma sbuffa si alza e raggiunge il figlio sul ponticello,"Paolo, raccogli il cappello che hai fatto cadere e tra poco andiamo. E stai attento c...he ora ti fai male, dai!" si gira e torna a scaldare la panchina.


Cosa ne pensate?

giovedì 17 giugno 2010

Elucubrazioni

Mi sto domandando da che parte si inizi

Beh, si può cominciare con una frase di sconcerto :
Io, proprio io,
quella che ha sempre fatto a pugni con i diari personali (preferendo riempirli di adesivi)
e con i temi scolastici, ho un blog
Onestamente non credo di aver nulla di interessante da scrivere e raccontare, in fondo, le mie esperienze non sono che quelle di tutto il mondo e il blog non è che una nuova riconferma.
Ecco, nella mia mente si è appena accesa una lampadina
ecco, ora il mio blog ha un senso : imprimere date e sensazioni di vita personale
Ambizione umile ma almeno uno scopo esiste

Quant'è bella giovinezza
che si fugge tuttavia
chi vuol esser lieto sia
di doman non c'è certezza

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