Storia di un blog


Questo blog è sorto così, un po' per caso, un po' come passatempo, un'isola felice di confronto..


ora è diventato un semplice (per chi legge) ma importante (per chi scrive) diario di vita.


Ha preso vita insieme ad una mamma nata da nemmeno un anno, una mamma che, parliamoci chiaro, aveva (e ha tuttora) molto da imparare su di sé e dal proprio bambino.


Grazie a questo bambino, la mamma e il blog, si sono evoluti e stanno tuttora crescendo.


Tutti e 3 (si, sempre loro, il BimboGranMeraviglia, la mamma e quindi il blog) tentano (anche umanamente sbagliando) di vivere con rispetto.


La mamma ama interessarsi, proporre ma soprattutto lasciarsi coinvolgere da ciò che appassiona il BimboGranMeraviglia.


Vuole offrirgli (ci prova) una base sicura, una rampa di lancio solida per quando dovrà spiccare il volo


("I figli non sono figli vostri, sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa").


Il BimboGranMeraviglia e la mamma amano molto scoprire, conoscere, mettersi in gioco, condividere momenti unici nella loro semplicità.


Stanno tastando il terreno della homeschooling in attesa che il futuro si disveli e indichi la strada più confacente.


Il blog è il depositario di questa crescita

mercoledì 16 aprile 2014

Linguaggio dei segni? Come?

Ieri, primo incontro sul L.I.S.  (Linguaggio dei segni).

Bimbi intenti a giocare fra di loro :
un bel clima senza tempo e senza età.


Incominciare non é mai semplice,
le età sono così variegate e questo disorienta.

È un atto di fiducia, 
ai nostri tempi,
in questa società piena di barriere.

Canzoni, storie, frasi, creazioni : 
stiamo muovendo i primi passi nel linguaggio dei segni. 

Bambini che corrono, mamme che allattano, chi va in bagno, scambi di posto, idee che vengono, domande che sorgono.

L'adulto medio occidentale lo bollerebbe come caos;
No, non si fermerebbe ad osservare, a riflettere e a calarsi nell'interiorità.
Non vedrebbe dietro a ciò l'aprirsi famigliare di un mondo creduto così lontano, ma più vicino a noi di quanto si pensi! 
Non riuscirebbe a trovare un senso, un'utilità,...poi in un clima così rilassato, cosa vuoi che rimanga?!

Io l'ho scoperto!

Rimane un dito che a distanza di ore e ore, nel suo nido domestico, inizia a muoversi. È un bruco, non porta parole ma vibra di suoni e messaggi.
Accade che quel dito-bruco inizi a creare frasi e canzoni contagiando nel moto, la mano, il braccio,
...ogni persona presente.

Si crea una concatenazione concentrica tra dita, mani, messaggi, quotidianità.

Ecco cos'era quel "caos" : il passo rilassato di un'ampia accoglienza... Vita(le) naturalezza 




1 commento:

  1. Uh, ma che bell'incontro, son curiosa di sapere come andrà avanti questa concatenazione concentrica tra dita e mani .

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