Storia di un blog


Questo blog è sorto così, un po' per caso, un po' come passatempo, un'isola felice di confronto..


ora è diventato un semplice (per chi legge) ma importante (per chi scrive) diario di vita.


Ha preso vita insieme ad una mamma nata da nemmeno un anno, una mamma che, parliamoci chiaro, aveva (e ha tuttora) molto da imparare su di sé e dal proprio bambino.


Grazie a questo bambino, la mamma e il blog, si sono evoluti e stanno tuttora crescendo.


Tutti e 3 (si, sempre loro, il BimboGranMeraviglia, la mamma e quindi il blog) tentano (anche umanamente sbagliando) di vivere con rispetto.


La mamma ama interessarsi, proporre ma soprattutto lasciarsi coinvolgere da ciò che appassiona il BimboGranMeraviglia.


Vuole offrirgli (ci prova) una base sicura, una rampa di lancio solida per quando dovrà spiccare il volo


("I figli non sono figli vostri, sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa").


Il BimboGranMeraviglia e la mamma amano molto scoprire, conoscere, mettersi in gioco, condividere momenti unici nella loro semplicità.


Stanno tastando il terreno della homeschooling in attesa che il futuro si disveli e indichi la strada più confacente.


Il blog è il depositario di questa crescita

venerdì 27 gennaio 2012

Love of learning : Learning by playing

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Questa volta il tema dell'iniziativa Love of Learning è Learning by playing

....imparare giocando...


Se non ho buttato giù prima questo post è per le difficoltà che mi riserva.


Non so bene inquadrarlo nel nostro vissuto.


A dire il vero, non ho nemmeno ancor ben capito come si debba intendere il concetto di "giocare", intendo in generale (non in riferimento a questa bella iniziativa)


Lo sento per lo più attribuire a situazioni o comportamenti sottovalutati o a contesti più o meno duraturi, ma comunque limitati, finiti e contrapposti ad altre situazioni (mi viene in mente "prima il dovere e poi il piacere")
e questo mi stona parecchio.

Quest'estate ho letto un libro di Wolf Sugata Schneider
nel quale, tra i vari argomenti, si parla anche di "gioco cosmico",
in esso scrive :

Una delle prime parole pronunciate da mia figlia è stata "ioco".
"Mamma" è stata la prima, poi è venuta la volta di "palla" ("alla") e quindi di "ioco".
Dopo il nutrimento e la mamma, il gioco è infatti la cosa più importante nella vita.
[.......]
Alcune [regole] sono certo più durature di altre e prevedono sanzioni [di vita] più severe a fronte di un'infrazione, ma in fin dei conti sempre di regole del gioco si tratta :
maniere che verranno trasformate, ruoli che possono essere assegnati nuovamente, identità che non devono restare immutabili. La vita è un grande "ioco".


Ora, chiunque potrebbe obiettare:
....si, bello, ma che c'entra?

Risposta : C'entra nel senso che pensare che si possa apprendere in modo giocoso mi invita a pensare che ci sia un insieme "Non-A" che contenga la possibilità di imparare, conoscere e scoprire in un modo negativo.

Quest'ultima ipotesi è reale e concreta,
ma, nella mia ottica, non dovrebbe esser associata
ai succitati termini

(in fondo ogni lingua contiene così tante parole da poter sopperire argutamente a questa divergenza sostanziale).


Detto questo,
perdonate la digressione.

Vengo al punto.


Il (quasi) treenne di casa
non è scolarizzato (da nido o materna) e si prevede che non debba imbattersi in lezioni estermporanee* imposte finchè non sarà lui a chiedere di voler tentare questa esperienza di vita,
di conseguenza, potrei dire che il suo gioco (di vita) è onnipresente
(come atteggiamento)

la passione e l'interesse (siano essi suoi o degli ambienti frequentati) fanno da padrone.


Ho deciso, quindi, di riunire in un piccolo e non esaustivo elenco, le annotazioni presenti nel blog che possono rientrare nell'argmento.
Per la scelta ho deciso di seguire un filtro personale : nella lista ho inserito quei post animati da uno spirito di stupore da parte dell'osservatore (la sottoscritta) e di ammirazione per il processo libero e autodeterminato che ha veicolato la nascita della situazione descritta.









Un sincero Grazie! a Palmy
per l'iniziativa

4 commenti:

  1. Ho inserito io il tuo densissimo e pienissimo post, grazie di aver partecipato innanzitutto.
    Credo che tu abbia ragione quando dici che non dovrebbe esistere un apprendimento che non sia piacevole, o se ho ben capito che un apprendimento non si può neanche dire tale se non è associato all'interesse e dunque a una certa gioia... eppure non è questa l'opinione comune e diffusa neanche tra gli insegnanti...

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  2. Ci dimentichiamo spesso il vero significato di e-ducare...grazie per questo post e anche la citazione è bellissima!

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  3. Marika, sei tanta luce per me.
    Buonanotte
    Affettuosamente,
    Bruna

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  4. @Palmy, dici che ho esagerato? :D La prossima volta mi contengo. Si, hai compreso il senso e mi hai confermato la sensazione!

    @Jessica, grazie a te!

    @Bruna, non esageriamo! Ti ringrazio tanto!

    RispondiElimina

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